Mirto Crosia, 22 Maggio 2024
IL PODIO
Il bambino attraversa il suo percorso seguendo il suo istinto….istintivamente gattona, istintivamente cerca di trovare la posizione eretta, barcolla, poi cade ma..si rialza, i primi passi incerti, due o tre, e poi cammina, e poi corre….
In tutto ciò è contenuta la magia della vita, quello che Madre Natura gli ha donato inconsapevolmente, trovando gioia e meraviglia e diventando suo tesoro nella..scoperta !!
Poi diventa uomo, e quello che prima era scoperta adesso diventa…scelta.
Ma la vita , pur se meravigliosa , non sempre regala l’opzione più fortunata della scelta, opponendosi a volte crudelmente concedendo solo l’unica consolazione,la rassegnazione, alla quale spesso si dà il lenitivo nome di..destino.
Esiste qualche rara eccezione, le passioni!!
Quando arriva il momento della loro scoperta, magari inaspettata, tutto inizia a ruotare intorno ad essa!!
La passione, quella che sconfigge la stanchezza, quella che da’ un senso quando magari un senso non si ha, quella che da’ gioia, quella che anche un sacrificio è vissuto con la leggerezza di una fede , quella che custodisce i ricordi più belli, indelebili, quella per cui si trova sempre una giustificazione, una motivazione.
La passione non è logica, non è razionale, è istinto, una sana follia, che ascolta e risponde soltanto alla voce più recondita dell’anima!!
La passione ! La corsa ! Non c’è una motivazione precisa per cui si corre, quando non c’è si chiama …passione, soltanto due unità, il tempo e la distanza , e tra di esse la sofferenza, la stanchezza , il sudore che come un miracolo diventa gioia, traguardo!!
Ed ecco che ritorna ancora quel bambino che cerca di mettersi in piedi, che ricade, che si rialza, che cammina , che corre.
E di fronte a questo capolavoro che si perpetua non c’è razionalità, non ci sono numeri ma..soltanto magia!! Allora essere , secondo, primo, terzo è soltanto la materialità dell’apparenza; quel che resta è l’oro che rimane dentro chiamato sensazioni, emozioni gioia, appagamento.
Vissuto meno inconsapevolmente di quello di un bambino, ma di una preziosità di cui non si può più farne a meno….
Quel bambino, quell’uomo che corre si chiama Francesco.
